PIACENZA da " "del 19 ottobre 2016- Migliaia di litri di gasolio sversati nella campagna alle porte di Piacenza. Un danno ambientale ingente con il rischio, al momento eventuale, di un interessamento anche della falda acquifera. E' quanto una banda di ladri ha causato la scorsa notte nel maldestro tentativo, fallito, di rubare ingenti quantità di gasolio agganciandosi direttamente all'oleodotto interrato della linea Eni tra Sannazzaro de' Burgondi (Pavia) e Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). I ladri, in piena notte, dopo aver scavato in profondità per un paio di metri nella campagna hanno intercettato la condotta. Con mezzi rudimentali hanno praticato un foro nel tentativo di installare una sorta di rubinetto in modo da creare un sistema agevole per rubare il gasolio di volta in volta, ma qualcosa è andato storto e la situazione è sfuggita di mano. A quel punto hanno deciso di fuggire abbandonando tutto mentre il gasolio in pressione fuoriusciva dalla condotta finendo nei canali agricoli. Sul posto vigili del fuoco, polizia e carabinieri.
Erano circa le 4 quando i tecnici della centrale Eni si sono accorti dell'improvviso calo di pressione sul tratto piacentino della linea e l'hanno subito isolata per una lunghezza di circa 5 chilometri. Nel frattempo sul posto sono arrivati vigili del fuoco, polizia e carabinieri, ma i ladri erano già spariti abbandonando la loro attrezzatura. I tecnici Eni e quelli di Arpae stanno gestendo la situazione per cercare di limitare l'impatto ambientale dell'incidente, mentre gli agenti della polizia scientifica di Piacenza e i colleghi delle volanti hanno avviato le indagini. Eni ha tempestivamente individuato l'effrazione, fa sapere, "grazie all’efficacia dei sistemi di monitoraggio installati sulla propria rete oleodotti". L’oleodotto è "stato tempestivamente depressurizzato e il tratto interessato è stato isolato".
Sono in corso le operazioni di bonifica per cercare di porre rimedio all'ingente sversamento di gasolio. "I nostri tecnici - riferisce Arpae, l'agenzia regionale per l'Ambiente - sono intervenuti immediatamente dopo l'arrivo della segnalazione e hanno provveduto, insieme al personale di Eni, a mettere in sicurezza l'area. Da una prima stima, la fuoriuscita sarebbe durata circa un paio di ore, ma si attende una valutazione più precisa dal gestore dell'impianto". Sono in corso le operazioni volte ad aspirare la maggiore quantità possibile di gasolio presente nel campo e ad asportare, tramite una ruspa, il terreno palesemente contaminato. Con queste azioni si vuole evitare che, in caso di peggioramento delle condizioni meteo, la pioggia possa trasportare e diffondere ulteriormente le sostanze inquinanti sversate. Sono inoltre stati prelevati campioni di terreno per valutare con maggiore precisione l'entità e la dimensione dell'area coinvolta.
"In questi casi - sottolinea il direttore della sezione Arpae di Piacenza, Giuseppe Biasini - è fondamentale intervenire tempestivamente per limitare al massimo l'entità e l'estensione della contaminazione. Oltre che criminale e molto pericoloso per il rischio di incendio, è anche assurdo che, per un furto che potrebbe consentire un guadagno illecito estremamente contenuto, si causino danni molto ingenti all'ambiente, con conseguenti costi molto elevati per la bonifica".
Un altro furto di gasolio, dopo quello della scorsa notte, aveva già fatto temere un disastro ambientale alle porte di Piacenza, lungo le rive del fiume Trebbia, nel marzo 2014. Anche in quel caso una banda di ladri, nel tentativo di allacciarsi abusivamente a una linea dell'oleodotto, aveva perso il controllo della situazione ed era scappata abbandonando un furgone rubato con taniche da mille litri, lasciando uscire liberamente il gasolio in superficie. Il combustibile aveva invaso un'area di alcuni ettari per decine di migliaia di litri. Ad accorgersi di una situazione anomala erano stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Piacenza, che transitando avevano notato il mezzo abbandonato in un campo a Quartazzola. La scena che si erano trovati davanti era chiara, con un raccordo di
fortuna approntato dai ladri - già fuggiti da tempo - e il gasolio ad altra pressione che usciva: i malviventi si erano allacciati con mezzi di fortuna a un pozzo lungo la linea sotterranea dell'oleodotto. I vigili del fuoco avevano tamponato provvisoriamente la situazione con materiale assorbente, mentre la società che gestisce la linea aveva provveduto a chiudere il flusso a monte della perdita. Sul posto anche i tecnici dell'Arpa per valutare l'impatto ambientale.
by ambientato